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Dogman

FILM / CENTRO PECCI CINEMA / TOP 5 2018



10—16 gennaio 2019

(Ita-Fra, 2018; 100’) di Matteo Garrone

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informazioni

Miglior film italiano dell’anno dal regista di punta del nostro cinema, Dogman trasforma un fatto di cronaca realmente accaduto nella periferia romana di fine anni Ottanta in una fiaba nerissima e struggente sulla cattiveria e sopraffazione umane, nonché sulla rivincita dei più deboli e apparentemente indifesi contro gli orchi che popolano da sempre i nostri incubi. Capolavoro.

 

Premio per la miglior interpretazione maschile a Marcello Fonte al Festival di Cannes 2018

 

In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, dove l'unica legge sembra essere quella del più forte, Marcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani, l'amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza l'intero quartiere. Dopo l'ennesima sopraffazione, deciso a riaffermare la propria dignità, Marcello immaginerà una vendetta dall'esito inaspettato.

 

"Dogman è il racconto della fine del mondo. Un’umanità derelitta e abbandonata a se stessa, priva persino di una mitologia attraverso la quale pensarsi, chiusa nei propri minuscoli commerci e botteghe, come in caverne nelle quali le ombre hanno smesso di danzare sulle pareti. Un mondo tutto maschile, nel quale le donne sono ridotte a presenze sullo sfondo, o a una impossibile e oscura speranza di redenzione (la struggente figura della figlia del protagonista). Un mondo dal quale i colori sono stati drenati. La precisione del gesto filmico di Garrone, l’economia rigorosa ma libera che regge l’intera impalcatura del film, ha del miracoloso. Ogni elemento infatti è portatore di una forza e potenza inusitata. Eppure la precisione non soffoca mai la libertà del film. Garrone permette al suo film di respirare e di vivere, come se accadesse in presa diretta dinnanzi ai nostri occhi. Ed è solo dei grandi registi trovare l’equilibrio nel quale il controllo diventa sguardo – pensiero – e mai norma. 

 

Bisogna osservare come il regista gestisce i tempi quando la macchina da presa sta sul corpo del protagonista – il magnifico e sorprendente Marcello Fonte – un corpo cittiano di icastica potenza e precisione. Bisogna ammirare l’economia di un finale spietato eppure potente e lirico con il protagonista trafitto dall’assenza di qualsiasi epifania o salvezza. 

Il mondo fosco e minaccioso di Dogman, che si offre come se Garrone avesse intercettato gli ultimi corpi sopravvissuti al genocidio antropologico perpetrato dal neocapitalismo, è il grado zero di un mondo ridotto alla sua fame (la cocaina privata di ogni glamour è consumata avidamente come una manna, inseguendo il mito di una “purezza” irraggiungibile…). 

In questo universo, Marcello è uno “schlemiel” sottoproletario, forse un possibile taumaturgo (riporta alla vita un cane rinchiuso in un congelatore…) e parla con gli animali (i suoi cani) come un Francesco di borgata. Ma non è innocente. Innocente, o meglio: colpevole proprio come quella del suo prossimo, è la sua fatica quotidiana nel tentativo di sottrarsi alla fame attraverso il denaro e alle sue promesse. In questo senso Marcello è un credente. Crede nel denaro e nel potere. Ma non gliene si può fare una colpa: è “solo” la sua condizione umana. E quella di tutti gli altri. 

Straordinaria, in questa prospettiva, la presenza di un mare vicino e irraggiungibile, e un altro ancora più lontano (le Maldive, le Hawaii…). Non ci si salva da soli.  Così, fra il cielo e la terra, Marcello è l’ultimo uomo sulla terra, quello che oscuramente ancora avverte l’oltraggio portato alla sua dignità (ridotta a un bisogno di soldi e una difesa della sua roba…) anche se incapace di riscattarsi.  E non sorprende dunque che la sua vendetta avvenga con una trovata quasi boccaccesca, convincendo il suo aguzzino a infilarsi in una gabbia. Garrone (insieme ai suoi sceneggiatori) riesce a cogliere il punto in cui gli appetiti primordiali di Marcello incontrano il loro rovescio speculare. Non più affermazione di un talento che si affranca dall’ipoteca di Dio, ma di una “fame” che si perde. Il sangue però resta. Il sangue è una valuta pesante, come l’oro, e non gira. Resta sempre fra le mani di chi lo versa. La reintegrazione nel mondo non passa per il sangue. Il desiderio di tornare a giocare a pallone – essere riaccolto nel mondo – è solo la più atroce delle illusioni. Raramente l’idea che l’inferno sono gli altri ha trovato al cinema una rappresentazione più atroce dell’immagine che vede Marcello chiamare i suoi amici che non rispondono alla sua invocazione. Dio – o chi per lui – sa tacere in molti modi, pur non smettendo mai di farsi desiderare. Dogman è il film che mette in scena la fine del mondo. Un mondo chiamato Italia". (Giona A. Nazzaro)

 

Quando

giovedì 10 gennaio ore 21.15 film e presentazione rassegna Centro Pecci Cinema / Top 5 2018 #ExtremeVisionary
venerdì 11 gennaio ore 18.30
sabato 12 gennaio ore 16.30
domenica 13 gennaio ore 11.00
mercoledì 16 gennaio ore 18.30

 

Biglietti
Intero 6 euro
Ridotto 4,50 euro

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti

 

 


Centro Pecci Cinema / Top 5 2018
#ExtremeVisionary

 

Centro Pecci Cinema / Top 5 2018

 #ExtremeVisionary

In questo periodo assistiamo un po’ dappertutto al proliferare di classifiche riguardanti i migliori film del 2018, fatte da giornalisti, critici cinematografici o semplici appassionati. Abbiamo pensato di partecipare anche noi a questo gioco, certamente divertente ma possiamo dire anche necessario per un dipartimento Cinema di un centro d’arte contemporanea che voglia e debba provare a fornire continui stimoli e suggestioni per conoscere ed approfondire le tendenze più interessanti della produzione internazionale. Come si capisce benissimo già dal sottotitolo della rassegna, abbiamo voluto dare un taglio ben preciso alla nostra Top 5, optando per una prospettiva che ci desse la possibilità sia di mostrarvi film sovente assenti nella maggior parte delle classifiche, sia opere che di solito non incontrano il gusto più tradizionale dello spettatore dei cinema d’essai.

 

Ai contenuti e all'impegno, abbiamo preferito il furore estetico e linguistico; alla grazia e all'eleganza, l’adrenalina, l’eccitazione, la paura e l’angoscia. Sono i cinque film, usciti nelle sale italiane nel 2018, che insieme a pochissimi altri, sotto questi aspetti, ci hanno segnato maggiormente, la cui visione non ci ha lasciati immutati. Speriamo possano avere lo stesso effetto anche su di voi. Buona visione. (Luca Barni, Curatore Centro Pecci Cinema)

 

Il programma della rassegna 

giovedì 10 gennaio ore 21.15 e fino al 16 gennaio

Dogman di Matteo Garrone

 

giovedì 17 gennaio ore 21.15 e fino al 23 gennaio

Ghostland - La casa delle bambole di Pascal Laugier

 

giovedì 24 gennaio ore 21.15 e fino al 30 gennaio

The Killing of a Sacred Deer - Il sacrificio del cervo sacro  di Yorgos Lanthimos

 

giovedì 31 gennaio ore 21.15 e fino al 6 febbraio

Revenge di Coralie Fargeat

 

giovedì 07 febbraio ore 21.15 e fino al 13 febbraio

Mektoub, My Love - Canto Uno di Abdellatif Kechiche



Dove
Cinema - Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci

Viale della Repubblica, 277, Prato 


Quando

giovedì 10 gennaio ore 21.15 film e presentazione rassegna  Centro Pecci Cinema / Top 5 2018 #ExtremeVisionary
venerdì 11 gennaio ore 18.30
sabato 12 gennaio ore 16.30
domenica 13 gennaio ore 11.00
mercoledì 16 gennaio ore 18.30

 

Biglietti
Intero 6 euro
Ridotto 4,50 euro

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti

vedi anche
Film / PECCI 30
10 gennaio—13 febbraio 2019
Centro Pecci Cinema /Top5 2018

#ExtremeVisionary



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