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Al Muro!

Artista: Mario Mariotti

Anno: 1995

Tipologia: grafica

Tecnica: manifesto

Provenienza: donazione degli eredi dell'artista

Riferimento: 1129

Scheda dell'opera

Cresciuto nel quartiere di Santo Spirito, creativo tra i più prolifici e poliedrici della neoavanguardia toscana sin dalla fine degli anni Cinquanta, Mario Mariotti (Montespertoli, 1936 - Firenze, 1997) era stato nel 1974 tra i fondatori di Zona, leggendario spazio non profit fiorentino. Nel 1980 aveva pubblicato il suo libro forse più celebre: Animani, avvio di una serie fortunatissima di pubblicazioni fotografiche per l'infanzia dedicate alla pittura su mano. Sempre quell'anno, nell'ambito delle grandi iniziative medicee, aveva realizzato il progetto Piazza della Palla: un avveniristico spettacolo luminoso con proiezioni di facciate immaginarie sulla chiesa di Santo Spirito, esito di una lunga serie di interventi creativi e luminosi sullo spazio urbano. Attivo come grafico pubblicitario e editoriale, sin dalla fine degli anni Sessanta aveva disegnato le celebri copertine della casa editrice Il Castoro. Autore anche di spot pubblicitari, nel 1987 aveva ottenuto il Grand Prix al Festival di Cannes. Nel 2011 il Centro Pecci ha ospitato la prima grande retrospettiva dedicata alla sua attività, curata da Stefano Pezzato a seguito del deposito presso il Centro, l’anno precedente, dell’Archivio Mario Mariotti, conservato e ordinato dalla figlia Francesca (Firenze, 1969). In occasione della mostra, gli eredi hanno donato ventidue sue opere e due DVD alla collezione del Centro.

Nell'ottobre 1995, nell'ambito della prima edizione, supportata dall'Unione Europea, della rassegna Fabbrica Europa - Il disordine delle arti, Mariotti concepì il progetto Al Muro! Particolari di un'iniziativa di massa suggerita da Mario Mariotti. All'interno della Stazione Leopolda, una grande parete venne trasformata in un'enorme quadreria effimera aperta a chiunque volesse partecipare. Oltre trecento artisti fiorentini risposero alla chiamata di Mariotti, contribuendo all'esecuzione simbolica: «Un mosaico variegato di opere, per dare un forte segnale della vitalità della scena pittorica fiorentina. In una città dove il presente è bandito, l'arte si mette al muro per lasciare il passo al passato». 

Il manifesto/proclama che lanciava l'iniziativa, donato alla collezione del Pecci, pensato come una lettere dei quadri ai politici locali, aveva toni ancora più violenti: «AL MURO! (i quadri che si attaccano al muro con un chiodo, ai quadri dirigenti attaccati alla loro poltrona con il culo) D'accordo, muri non ce ne sono e di quadri ce n'è anche troppi. Per noi non c'è più posto. Ma con noi, siate Clementi: non raccontate più balle e Balline. Non avendo Morale, non avrete rimorsi. Fra quanto resta delle vecchie mura marciscono le vecchie palle e si vivacchia delle rimanenze e non si batte chiodo dove attaccarsi. Palle fulgenti in giro non se ne vedono e anche l'ultima Dea se l'è filata all'inglese. Perciò, se leviamo il disturbo non fate gli ipocriti: non ci avete mai visti. E fate come sempre, non venite: forse non reggereste alla vista di tanti ex voti. No, non promettete più nulla, ormai e deciso. Noi togliamo il disturbo, ma almeno il muro lo scegliamo noi. caricare! puntare! fuoco!»

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Stefano Pezzato (a cura di), Mario Mariotti. Vita, progetti, opere e azioni, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2011