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Chiara Fumai. Poems I will never release 2007–2017

WEB TV / PECCI CONTEMPORARY



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08.05–07.11.2021

A cura di Milovan Farronato e Francesco Urbano Ragazzi in collaborazione con Cristiana Perrella

 

Un progetto prodotto da Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e Centre d’Art Contemporain Genève.

In collaborazione con La Casa Encendida – Madrid, La Loge – Bruxelles e The Church of Chiara Fumai.
 

A tre anni dalla sua prematura scomparsa il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dedica a Chiara Fumai la retrospettiva Poems I Will Never Release, a cura di Milovan Farronato e Francesco Urbano Ragazzi in collaborazione con Cristiana Perrella. 

La mostra è parte di un ampio progetto che mette insieme diverse istituzioni europee con lo scopo di rivisitare il lavoro dell’artista, preservarne il lascito e trasmetterlo a un vasto pubblico. Presentata alla fine del 2020 al Centre d’Art Contemporain Genève, la mostra – dopo il Centro Pecci- viaggerà per i prossimi due anni a La Loge di Brussels e alla Casa Encendida di Madrid, approfondendo l’indagine su una personalità creativa che ha sviluppato in modo marcato i linguaggi della performance e dell'estetica femminista del XXI secolo.

Poems I Will Never Release raccoglie un corpus molto completo di opere, che traduce in forma materiale le sfuggenti performance che Chiara Fumai ha programmaticamente escluso da un processo di documentazione. Rifiutando una sorta di pregiudizio latente legato al suo essere un’artista donna, Chiara Fumai ha adottato un vocabolario di minaccia, rivolta, vandalismo, violenza e noia atto ad innescare situazioni scomode e dare forma a collage, ambienti e azioni per promuovere i suoi ideali di femminismo anarchico. 

 




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Ren Hang. Nudi | intervista a Cristiana Perrella

Ren Hang. Nudi

a cura di Cristiana Perrella

04 giugno —30 agosto 2020

 

Esplicito ma anche poetico, il lavoro dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987– 2017) è esposto per la prima volta in Italia con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting di Ren Hang nel Wienerwald nel 2015 e un’ampia sezione di libri rari sul suo lavoro. Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo pure, permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche. I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).


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EXHIBITIONS
May 08—November 07, 2021
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