Scheda dell'opera
Cresciuto nel quartiere di Santo Spirito, creativo tra i più prolifici e poliedrici della neoavanguardia toscana sin dalla fine degli anni Cinquanta, Mario Mariotti (Montespertoli, 1936 - Firenze, 1997) era stato nel 1974 tra i fondatori di Zona, leggendario spazio non profit fiorentino. Nel 1980 aveva pubblicato il suo libro forse più celebre: Animani, avvio di una serie fortunatissima di pubblicazioni fotografiche per l'infanzia dedicate alla pittura su mano. Sempre quell'anno, nell'ambito delle grandi iniziative medicee, aveva realizzato il progetto Piazza della Palla: un avveniristico spettacolo luminoso con proiezioni di facciate immaginarie sulla chiesa di Santo Spirito, esito di una lunga serie di interventi creativi e luminosi sullo spazio urbano. Attivo come grafico pubblicitario e editoriale, sin dalla fine degli anni Sessanta aveva disegnato le celebri copertine della casa editrice Il Castoro. Autore anche di spot pubblicitari, nel 1987 aveva ottenuto il Grand Prix al Festival di Cannes. Nel 2011 il Centro Pecci ha ospitato la prima grande retrospettiva dedicata alla sua attività, curata da Stefano Pezzato a seguito del deposito presso il Centro, l’anno precedente, dell’Archivio Mario Mariotti, conservato e ordinato dalla figlia Francesca (Firenze, 1969). In occasione della mostra, gli eredi hanno donato ventidue sue opere e due DVD alla collezione del Centro.
Presentato per la prima volta alla mostra personale Proiezioni, ospitata nel maggio 1978 dalla Galleria Schema di Firenze, Extructus è composto da tre pannelli di legno su cui sono applicate riproduzioni fotografiche di particolari architettonici, realizzate da Roberto Marchioni. All'interno di ogni pannello, un particolare è stato dipinto a mano da Mario Bini (Borgo San Lorenzo, 1909-1987). L'opera è presentata dall'artista in un suo testo dattiloscritto dell'epoca, conservato all'interno del suo Archivio: «Firenze; da tre complessi d'arte storica (pubblica, religiosa, privata), i fotocolor di tre particolari tipicamente decorativi sono riprodotti sui pannelli 124x166 con esclusione del particolare 30x50, lasciato bianco carta, che é stato ricostruito manualmente con la pittura. I tre pannelli manifestano l'idea che le immagini si riproducano su immagini precedenti, con variazioni di forma (scrittura) e di senso (lettura), stabilite fra ripetizione generica e trasformazione esemplare».
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Stefano Pezzato (a cura di), Mario Mariotti. Vita, progetti, opere e azioni, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2011
