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La raccolta del Cid/Arti visive si è sviluppata nel corso del tempo grazie all’acquisizione di archivi di particolare interesse storico e artistico, nati come biblioteche personali di critici e studiosi, come archivi redattoriali di periodici o come archivi istituzionali di enti e fondazioni. Alcuni hanno una tendenza più locale (Nicoletti e Santi, Galleria il Bisonte di Firenze, Galleria Metastasio di Carlo Palli di Prato), altri nazionale (Migliorini); altri presentano un respiro più internazionale (Marchi, Politi, Vincitorio, Salone di Villa Romana, Galleria Continua di San Gimignano e Galleria Carini di Firenze); altri rispecchiano le personalità e gli interessi dei rispettivi donatori (Bertini, Bortolotti, Crispolti, Mucci) o testimoniano l’avvicendarsi delle direzioni artistiche e la storia del Centro Pecci (Barzel, Panicelli, Nitsch, Spoerri, Archivio storico Museo Pecci). Ad arricchire le raccolte documentali concorrono i cataloghi italiani e stranieri di mostre e collezioni pubbliche e private. Questi  coprono un arco cronologico che procede dagli anni '50 ad oggi e testimoniano l’attività espositiva ed editoriale dei partner nazionali e internazionali con cui il CID stipula accordi di interscambio documentario. Le monografie e i saggi sulle diverse forme espressive della contemporaneità e la preziosa collezione seriale documentano in tempo reale il dibattito internazionale sullo stato delle arti contemporanee. I primi periodici specializzati furono introdotti grazie allo scorporo delle riviste del Fondo Marchi e del Fondo Politi. In un secondo momento un gruppo di esperti ne potenziò la raccolta, individuando, intorno alla metà degli anni Ottanta, i 100 titoli più rappresentativi del panorama editoriale artistico internazionale. Ad oggi il CID/Arti visive conserva e archivia più di 330 riviste specializzate, fra cessate, sospese e attive. Completano la collezione le raccolte di materiale audiovisivo e di materiale minore. La prima comprende videocataloghi di mostre, video documentari su artisti e il mondo dell’arte. La seconda  include inviti, programmi, locandine, manifesti, rassegne stampa, cartoline postali, dossier di artisti e letteratura grigia (bibliografie, bollettini e pubblicazioni in serie di enti, musei e gallerie d’arte) e permette di ricostruire la memoria storica di molti eventi artistici di cui non rimarrebbe altrimenti traccia.

La storica e critica d'arte Lara-Vinca Masini ha individuato il CID/arti visive come depositario post-mortem del proprio archivio, formato da documenti, lettere, materiali fotografici e multimediali, monografie, cataloghi, saggi e dépliant riguardanti arte, architettura, design, teatro e cinema.

Fondo Ferruccio Marchi
Costituisce una delle prime raccolte organiche che sono andate a formare il patrimonio globale del CID/Arti Visive. Ferruccio Marchi è stato il fondatore, nel 1968, della casa editrice d'arte Centro Di, con sede a Firenze. Appassionato d'arte, raccolse, a partire dal 1965, libri d'artista, manifesti, cataloghi di mostre e pubblicazioni di arte contemporanea americani, europei e, soprattutto, italiani. Ne è scaturita una collezione prevalentemente dedicata al Secondo Dopoguerra con particolare rilevanza per gli anni Sessanta e Settanta e per movimenti come Arte Povera, Land Art, Arte Concettuale; la raccolta si completa con le pubblicazioni edite dal Centro Di e con una serie di manifesti relativi a mostre svoltesi in Italia e all'estero negli stessi anni. Il Fondo si contraddistingue per l’interesse rivolto alle opere sulle avanguardie storiche e su manifestazioni come la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano e Documenta di Kassel.
In seguito alla scomparsa dell'editore, avvenuta nel 1982, il Comune di Prato acquistò per il CID/Arti Visive l'intero archivio costituito da circa 7.100 unità fra opuscoli, cataloghi, monografie e manifesti.

 

Libri d'artista

Il Fondo è costituito da 161 opere, tra libri illustrati da artisti, libri e cataloghi di mostre progettati da artisti, libri-oggetto e libri opera. Al nucleo originario costituito dalle opere degli anni Sessanta-Settanta presenti nei Fondi Marchi e Politi, si sono aggiunte successive donazioni di artisti, tra i quali Stefano Arienti, Enrico Baj, Enrico Castellani, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Sol LeWitt, Eugenio Miccini, Bruno Munari, Giulio Paolini, Paolo Parisi, Michelangelo Pistoletto, Mauro Staccioli, che hanno contribuito a potenziare la raccolta sotto il profilo contemporaneo. Nel giugno 1994 parte del materiale è stato oggetto di una mostra dal titolo Di carta e d'altro. Libri d'artista.

 

Archivio Francesco Vincitorio

Il fondo documentario Francesco Vincitorio, donato al CID/Arti Visive nel 1994, contiene documenti d’archivio (oltre 5.000), costituiti in gran parte dal carteggio del critico e direttore della rivista “NAC- Notiziario Arte Contemporanea” (1968-1974), con esponenti del mondo dell'arte; inoltre comprende un archivio fotografico e la raccolta in cinque volumi della rivista storica “NAC- Notiziario Arte Contemporanea”, che costituisce un fondamentale punto di riferimento per lo studio dell'arte contemporanea. Francesco Vincitorio, critico d’arte e giornalista, nel 1955 inizia la collaborazione al “Bollettino dell’Unione Storia e Arte”. Nel 1961 promuove la prima attività didattica presso la Galleria Borghese di Roma. Trasferitosi a Milano, sviluppa ulteriormente la sua attività giornalistica, scrivendo per “La Voce repubblicana”, “La Fiera Letteraria” e “L’Avvenire”. Dopo l’esperienza di “NAC”, cura le pagine dedicate alla critica d’arte su “L’Espresso” e “La Stampa”.